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Intervista a Silvia Superbi, Presidente e fondatrice di Frame for Life, alla vigilia della presentazione della prima mostra e del primo libro fotografico realizzati con il progetto ‘Vite Straordinarie’, insieme all’Associazione Divertitempo


“Vite Straordinarie” è spesso definito il cuore della missione di Frame for Life. Perché?

“‘Vite Straordinarie’ racchiude esattamente quello che vogliamo fare: usare la fotografia come strumento di relazione, ascolto e cambiamento sociale. Con questo progetto non raccontiamo storie su qualcuno, ma costruiamo narrazioni con le persone, dando valore a esperienze che spesso restano invisibili. È un modo concreto per valorizzare dignità, voce e sguardo alle fragilità.

Il progetto esprime al massimo la mission della nostra Associazione perché è costruito come un corso di fotografia sociale per fotografi che vogliono imparare ad avvicinarsi alla narrazione di tematiche sociali e che, dopo una parte teorica, si immergono nel lavoro frequentando un Ente di Terzo Settore che noi scegliamo per loro. Poi, i 6 mesi di lavoro fotografico che raggiungono il primo traguardo: un editing e una raccolta di foto che l’Ente può utilizzare gratuitamente in tutti i suoi canali.

Dopo, il secondo step, più potente: la possibilità di organizzare una mostra, una esibizione permanente e un libro fotografico, tutti strumenti di awareness e di raccolta fondi preziosi per l’Ente che ha partecipato al percorso e ha aperto le porte al progetto.

Insomma, mettiamo in connessione fotografi motivati con organizzazioni che necessitano di una narrazione emozionale, uniamo la cultura e l’arte fotografica con la comunicazione delle tematiche sociali, dando spazio e forma alla necessità di aumentare l’attenzione verso quella tematica.”

Il 21 aprile Frame for Life presenta la prima mostra e il primo libro fotografico realizzate con il progetto Vite Straordinarie, insieme all’Associazione Divertitempo che ha accolto la sfida: cosa rappresenta questo momento?

“È un passaggio fondamentale. Non è solo una mostra, ma la restituzione pubblica di un percorso condiviso. Con Divertitempo abbiamo costruito qualcosa che va oltre il progetto: una vera alleanza. Il libro e la mostra realizzati con le foto di Fabio Negri sono strumenti per coinvolgere nuove persone, creare consapevolezza e invitare altri a diventare parte attiva, anche come sostenitori.”

Che tipo di impatto avete visto sui fotografi partecipanti e sulle realtà coinvolte?

“L’impatto più forte è nello sguardo: cambia il modo in cui i professionisti vedono sé stessi e come entrano nelle vite di chi vive la fragilità. altri. Si crea orgoglio, consapevolezza e connessione. Non sono semplici osservatori, ma facilitatori di relazione.

Attraverso il percorso imparano ad avvicinarsi alla fotografia sociale con rispetto, consapevolezza e responsabilità. È un cambiamento profondo: non si tratta solo di scattare immagini, ma di costruire fiducia e restituire storie in modo autentico.

Per le associazioni partner, invece, è un modo potente per raccontarsi e generare nuove opportunità, anche in termini di rete e sostegno. E capire quanto e come stanno utilizzando la comunicazione per avvicinare nuovi stakeholder.”

Dopo questo primo traguardo, cosa possiamo aspettarci da “Vite Straordinarie 2”?

“Vogliamo ampliare il progetto, coinvolgere nuove realtà e rendere il percorso ancora più strutturato e replicabile. ‘Vite Straordinarie 2’ sarà un’evoluzione: più storie, più territori, più impatto.

L’invito è aperto a organizzazioni, fotografi e sostenitori che vogliono costruire insieme a noi nuove narrazioni e nuove possibilità.”


Se credi anche tu nel potere delle storie e delle immagini per generare cambiamento, unisciti a noi. Sostieni il progetto, diventa partner o partecipa alla prossima edizione di Vite Straordinarie.

Scrivici a info@frameforlife.org